5 per mille 2009

Destina il tuo 5 per mille al Movimento Ammazzateci Tutti

Destina il tuo 5 per mille al Movimento "Ammazzateci Tutti"

Torna anche quest’anno il 5 per mille dell’Irpef al mondo del no-profit e del volontariato. E da quest’anno puoi devolverlo anche ad Ammazzateci Tutti.

Un modo in più per sostenere le nostre attività. Senza spese, basta indicare il codice fiscale 90018660804 e mettere una firma nello spazio riservato alle associazioni.

Il 5 per mille dell’imposta sul reddito dà la possibilità al singolo cittadino di scegliere di sostenere il mondo delle attività sociali senza fini di lucro (dal volontariato alla ricerca sociale).

È un meccanismo simile all’8 per mille ma non lo va a sostituire, infatti si può decidere di destinare entrambe le quote.

Non c’è nessuna imposta in più da pagare, basta solo esprimere il proprio diritto a destinare in maniera diretta il proprio 5 per mille alle associazioni non lucrative.

Scegliere Ammazzateci Tutti come organizzazione beneficiaria del vostro 5 per mille significa dare una grande possibilità alla nostra associazione per proseguire con sempre maggiore determinazione piccole e grandi battaglie di giustizia, i percorsi di educazione alla legalità, la lotta a tutte le mafie e per il sostegno ai familiari ed alle vittime della criminalità organizzata.

Un gesto simbolico a costo zero che si traduce in un aiuto concreto per un’associazione che fa della cittadinanza attiva la propria bandiera. Continua a leggere

Ammazzateci Tutti a Napoli con Don Ciotti

CATANZARO, 21 MAR – Il movimento antimafie «Ammazzateci tutti», nato all’ indomani dell’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, aderisce e partecipa a Napoli alla giornata nazionale in memoria delle vittime di mafia promossa dall’associazione «Libera» di don Ciotti. «Ci siamo, come ogni anno – è scritto in una nota – ed oggi andiamo a Napoli per abbracciare don Ciotti ed i nostri fratelli campani». «Contro le mafie – afferma il leader del movimento Aldo Pecora – serve una forte presa di coscienza soprattutto per i politici. Le varie commissioni parlamentari antimafia in questi anni hanno prodotto relazioni su relazioni, ma le leggi contro la mafia sono state poche e troppo leggere. Con alcune buone modifiche si potrebbero colpire in modo pesante le organizzazioni criminali». «Mi auguro davvero – conclude Pecora – che la politica non venga anche a Napoli solo per asciugare le lacrime dei familiari delle vittime, ma che cominci seriamente a ridare fiducia nella giustizia a loro, ai cittadini ed a tutti i giovani». La delegazione di Ammazzateci Tutti sarà guidata da Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti, sostituto procuratore generale di Cassazione, ucciso in Calabria nell’agosto ’91.

(ANSA)

I Bronzi di Riace al G8? Vadano con il nostro slogan.


REGGIO CALABRIA – «È auspicabile che assieme ai Bronzi di Riace la Calabria possa esprimere anche qualcosa in più al prossimo vertice del G8». Ad affermarlo, in una nota, sono Aldo Pecora, portavoce del Movimento ‘Ammazzateci Tutti’, costituito a Locri dopo l’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, e Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti, ucciso dalla mafia nell’agosto del 1991. Continua a leggere

Chi è che doveva chiedere scusa?

 CATANZARO – Da quando questa storia è iniziata, è stato tutto un susseguirsi di colpi di scena, veleni, attacchi su tutti i fronti, tentativi di ogni tipo finalizzati allo screditamento. L’ondata emotiva della gente che aveva bisogno di far sentire la sua vicinanza ad un magistrato che altro non faceva che il suo dovere nel pieno rispetto della Costituzione, poi un’avocazione su cui nessuno ancora si è voluto pronunciare sull’effettiva legittimità e di l’inizio del ‘calvario’ di un giovane magistrato come tanti, arrivato agli onori della cronaca con l’unica colpa di aver espletato il suo dovere come meglio non avrebbe potuto fare. 

Attacchi, pesantissimi attacchi. Qualcuno lo ha etichettato come un ‘cattivo magistrato’ prima ancora che se ne vagliasse il caso nella stessa sede competente, qualcun altro lo ha accusato di voler fare l’eroe, altri ancora lo hanno additato come il magistrato amante i processi di Piazza… ‘non rispetta le regole!’ qualche suo superiore ha detto, e qualche membro della Procura del capoluogo calabrese si è sentito offeso da quel magistrato che stava gettando discredito sul Palazzo di Giustizia parlando di corruzione, collusioni e tentativi di fermare le inchieste.

Poi i procedimenti disciplinari, le innumerevoli accuse, molte delle quali cadute nel vuoto (a  proposito, che fine ha fatto l’addebito sulla violazione della legge Boato?), rivolte da chi pareva non dormire la notte per cercare quale nefandezza imputare al Pm.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio processo in cui pareva di aver di fronte il peggiore dei criminali, colui che doveva essere punito subito, senza riserbo, colui che doveva essere messo a tacere in fretta perché pericoloso e rappresentante di minaccia incombente per il sistema.

Per lui si sono tirati fuori termini inusuali, paroloni da pulpito ed anche i pregi sono stati trasformati in difetti… mai infatti vedere il proprio lavoro come una missione, mai amarlo troppo, mai mettere troppo zelo in ciò che si fa!
Poi dopo il criminale è bene ‘coprire’ e colpire anche i suoi misfatti. Semplicemente cancellarli, smembrarli, ridurli in piccoli pezzettini facendo in modo che nessuno ne possa capire più la forma.

Continua a leggere

‘Ndrangheta: racket su appalti pubblici in Calabria

Dodici arresti a Catanzaro per estorsioni a imprenditori

CATANZARO, 5 GIU – La polizia di Catanzaro ha arrestato 12 persone accusate di 28 estorsioni ad imprenditori che hanno appaltato lavori pubblici. Le persone coinvolte nell’inchiesta sono tutte ritenute esponenti delle cosche Anello-Fruci e Cerra-Torcasio-Gualtieri. Coinvolti anche presunti esponenti del clan Iannazzo di Lamezia Terme, della famiglia Passafaro di Borgia ed un presunto esponente del clan degli zingari di Catanzaro. Agli arrestati sono contestate a vario titolo 28 estorsioni. 

Fonte: Ansa
Il Coordinamento di AT Catanzaro esprime la propria gratitudine alle forze dell’ordine per il loro costante impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Noi saremo sempre dalla vostra parte!

Incontro con Luigi De Magistris

Luigi De Magistris è un magistrato come tanti.

O per lo meno, lo sarebbe se per mesi e mesi non avesse infuocato le cronache giudiziarie delle principali reti nazionali e non fosse apparso ininterrottamente sulle prime pagine di giornali e telegiornali, se il suo ‘caso’ non avesse impegnato ospiti illustri nei più famosi salotti televisivi, se per sedare gli animi all’interno della rovente polemica con l’ex ministro della Giustizia non si fosse scomodato addirittura il Presidente della Repubblica Italiana, se per lui non si fossero svolte manifestazioni di solidarietà in tutto il Paese coinvolgendo migliaia di persone.

Sarebbe un magistrato come tanti se avesse più peli sulla lingua, se assumesse un atteggiamento maggiormente ‘burocrate’ e distaccato, tanto comune nel suo ambiente, lo sarebbe se parlasse più di doveri e meno di diritti.

Luigi De Magistris ha mantenuto la promessa di quando si dimise con una lunga e sentita lettera dall’Associazione Nazionale Magistrati, in cui dichiarò di non volersi sottrarre, in questi mesi, a nessun dibattito con giovani e meno giovani.

E’ così che ha fatto e noi di Ammazzateci Tutti possiamo esserne testimoni.

Nella Sala dei Concerti eravamo tutti lì ad ascoltare le sue parole, non perdendo una virgola, chiedendo, annuendo, riflettendo.

Erano le 17.00, ed un po’ stanchi della mattinata appena trascorsa, carica di tensione, stavamo tutti lì, attorno a lui che per più di un’ora e mezza ha deciso di intrattenersi informalmente con noi per rispondere ai nostri interrogativi, riflettendo insieme ed esprimendo opinioni sulle tematiche trattate. Nessuna etichetta, nessuna formalità, perchè  pur essendo disposti in cerchio,  non eravamo una commissione giudicante e lui non era ‘l’imputato’ che in questi ultimi mesi è stato.

Eravamo semplicemente un gruppo di giovani che avevano bisogno di sentire parlare un uomo giusto in un mondo tanto storto, viaggiatori nel mare d’incertezze di una società civile e contemporanea offuscata dalla cultura del Grande Fratello.

E’ difficile prendere atto della grave situazione che ci circonda, è difficile scoprire di dover ancora crescere capendo che i buoni non sempre sono buoni e che coloro che ci vengono presentati come cattivi, non sempre lo sono. E’ difficile ragionare con la propria testa assumendo un atteggiamento critico prendendo atto che l’informazione italiana non sempre, anzi quasi mai, fa il suo dovere rendendosi partecipe di un’operazione cloroformio attuata per addormentare le coscienze e non disturbare il manovratore.

E’ difficile, come lo stesso De Magistris ha detto, non farsi prendere dalla ‘sindrome della sconfitta  quando dopo mesi e mesi di lotta si arriva ad un punto di non ritorno. E’ nelle parole di un uomo abbandonato dalle stesse istituzioni in cui credeva che ritroviamo la speranza di non mollare, perché, in fondo, gli sconfitti non sono ancora sconfitti ed i vincitori non possono ancora dichiararsi tali.

In un Paese dove un giornalista deve prima tener fede ai doveri nei confronti del suo partito, dei suoi ‘protettori’ e poi a quello di cronaca, viene complicato per chi come noi si sta affacciando alla finestra della vita, credere in un futuro dove i giudici possano fare i giudici, i giornalisti possano fare i giornalisti ed i politici riescano semplicemente a fare i politici.

Lo è ancora di più quando si vive in un luogo dove l’iniziativa economica è soppressa e la meritocrazia è parola blanda, priva di senso, e ciò che conta è il tuo cognome o il cognome di ‘chi ti manda’.

E’ da qui che dobbiamo ripartire. Perché è lo stesso De Magistris che riesce a trasmettere un’ansia di Legalità quando ci parla di tutte queste cose, quando ci racconta delle sue emozioni, di quando la gente ha avuto il coraggio di schierarsi dalla parte di un magistrato che non è schiavo  né della destra né della sinistra, di quando la reazione è stata così potente da fargli capire di non essere solo, da fargli toccare con mano che la gente in questa terra è stanca di subire e che ha voglia di dire ‘basta’ e di farlo urlando.

Dire basta è possibile. E’ possibile innaffiando costantemente i principi della nostra Costituzione rendendoli vivi e vitali ogni giorno, non delegando tutto al politico di turno, ma stimolando una partecipazione democratica in un’ottica di cittadinanza attiva.

Non chiedere mai favori a nessuno, perché un giorno ci verrà chiesto che ci vengano ricambiati ed allora perderemo la nostra libertà di dire, di fare, di agire senza dar conto ad alcuno.

Luigi De Magistris ci riempie di consigli come solo un giudice onesto e giusto sa fare, in un contesto di reciproca speranza di chi come noi ha fiducia nel giudice libero e di chi come lui crede in un domani fatto di giovani con gli occhi pieni di speranza e di amore per la Giustizia.

Qualche foto insieme, qualche battuta dopo argomenti tanto ‘pesanti’, poi i saluti, con il proposito di diffondersi, con la promessa di non perdere mai la voce. Organizzando per informare maggiormente anche chi, adesso, ne sa meno di noi.

Rosaria Lucia Altilia


Scarica la lettera dei ragazzi di Ammazzateci Tutti a De Magistris
Clicca qui

Clicca qui per vedere le foto su FLICKR
Clicca qui